SECONDO SEMINARIO DI SENSIBILIZZAZIONE E INFORMAZIONE SUL TERRITORIO REGIONALE SUI PROGETTI INTEGRATI PER LA BIODIVERSITÀ

PIERFEDERICO LANOTTESi è svolto questa mattina, nel Centro congressi di Agrilevante (Fiera del Levante) a Bari, il seminario di sensibilizzazione e informazione sul territorio regionale nell'ambito dei progetti integrati per la biodiversità "Recupero del germoplasma olivicolo pugliese" (Re.Ger.O.P.), "Recupero del germoplasma Frutticolo pugliese" (Re.Ge.Fru.P), "Recupero del germoplasma viticolo pugliese" (Re.Ge.Vi.P.). Il seminario è il secondo organizzato da Confagricoltura Puglia (dopo quello tenuto ad Andria lo scorso 27 aprile) in qualità di partner dello spin off universitario Sinagri, del Centro di Ricerca, Sperimentazione e Formazione in Agricoltura "Basile Caramia", della Regione Puglia e di altre organizzazioni e istituzioni locali: i progetti integrati per la biodiversità discendono infatti dal PROGRAMMA SVILUPPO RURALE F.E.A.S.R 2014/2020 Asse II "Miglioramento dell'Ambiente e dello Spazio Rurale" e hanno l'obiettivo di recuperare, indicizzare e conservare il germoplasma olivicolo, frutticolo e viticolo pugliese.

 

I tre progetti si suddividono in otto azioni, che vanno dall'indagine storica fino alla conservazione del Germoplasma. Un'attività che non è finalizzata soltanto alla ricerca, ma che ha già concreti risvolti economici, come ha spiegato questa mattina il professor Pierfederico Lanotte: "La conservazione dei geni ha un'importanza strategica rispetto innanzitutto al miglioramento del patrimonio genetico della pianta". Basti pensare alla xylella e alla possibilità di individuare cultivar capaci di resistere all'aggressione del batterio. "Ma i risultati della ricerca hanno riflessi anche in termini commerciali - ha detto Lanotte - Con la riscoperta di vitigni autoctoni, che finora erano sconosciuti o semplicemente scomparsi, sono stati aperti nuovi mercati per i produttori. È il caso di alcune etichette come il Minutolo, il Marchione e il Maresco, che sono il frutto proprio del nostro lavoro di ricerca".

 

Nell'ambito della ricerca specifica sul germoplasma olivicolo, la novità presentata questa mattina dalla professoressa Cinzia Montemurro ed emersa proprio grazie agli studi realizzati attraverso i progetti integrati per la biodiversità riguarda un nuovo sistema di tipizzazione dei geni. "Si chiama Genotyping by sequencing - ha spiegato Montemurro - e ci ha permesso di verificare alcune sinonimie genetiche, per esempio fra l'ogliarola barese e l'oliva taggiasca e la frantoio toscana, che fenotipicamente sono diverse, ma che hanno identico Dna".

Si tratta dunque di una sorta di lavoro d'investigazione, che ha portato gli studiosi a spulciare in archivi notarili e nelle carte polverose delle curie di paese per scoprire nomi e posizioni di alcune piante che sembravano scomparse o delle quali si era persa la memoria, per poterle poi catalogare, studiare e conservare. In ambito frutticolo, per esempio, sono state censite in Puglia oltre 200 varietà di mandorli, 150 di fichi, 70 di peri e più di una decina di meli. "Un patrimonio inestimabile - ha spiegato Pierfederico Lanotte - che è stati possibile mettere in sicurezza, anche grazie all'aiuto dei cosiddetti Agricoltori Custodi".

 

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